Coordinerai il program office alla base della trasformazione di BIC per lo sviluppo sostenibile: definirai governance, tappe, rischi e budget e manterrai attivo il piano di circolarità Lighter, accompagnandolo dalla fase pilota alla diffusione prima di adattarne gli elementi efficaci a Stationery, Shavers e Brushes. Meno monitoraggio, più ostacoli rimossi.
La vera sfida del ruolo è trasformare la circolarità da ambizione a realtà industrialmente fattibile e finanziariamente credibile. BIC ha alle spalle anni di ricerca e attività di raccolta e riciclo per la roadmap Lighter. Il tuo compito è fare in modo che quanto appreso venga applicato anche alle altre categorie, evitando di ripartire da zero, e che ogni roadmap regga alla prova della realtà degli stabilimenti.
È un ruolo adatto a chi ha circa 15 anni di esperienza nella gestione di programmi industriali o di trasformazione complessi, parla fluentemente francese e inglese, conosce i vincoli della produzione e sa coinvolgere i team di stabilimento, scientifici, finanziari e commerciali senza avere autorità diretta su di loro.
FAQ del ruolo
Quali sono le principali attività e responsabilità del ruolo?
La missione principale consiste nel dare struttura e ritmo a un percorso di trasformazione pluriennale che abbraccia lo sviluppo sostenibile, la circolarità e i nuovi modelli di business. Nel quotidiano, significa progettare l’architettura dei progetti: definire i processi di governance, le tappe, i risultati attesi, le dipendenze, i registri dei rischi e il monitoraggio del budget, oltre a preparare le decisioni. Il tuo compito sarà assicurarti che la roadmap sia abbastanza chiara da permettere ai team di portarla avanti concretamente, mese dopo mese.
Una parte consistente del lavoro riguarda il piano Lighter per lo sviluppo sostenibile, per il quale sosterrai il passaggio dalla fase pilota a un’implementazione più ampia. Dovrai coordinare attività che coinvolgono ricerca scientifica, raccolta, riciclo, smontaggio, recupero e valorizzazione dei materiali, integrazione nella produzione, controllo qualità e sostenibilità economica, verificando che i risultati dei progetti pilota siano replicabili su larga scala. Con la maturazione del modello Lighter, ne tradurrai i principi in roadmap specifiche per ciascuna categoria — Stationery, Shavers e Brushes — ciascuna con le proprie valutazioni di fattibilità e la propria gamma di prodotti.
Oltre al coordinamento, il ruolo richiede capacità concrete di risoluzione dei problemi: analizzare situazioni complesse, strutturare le possibili opzioni, individuare gli ostacoli che rallentano i team o le decisioni ancora da prendere e formulare raccomandazioni chiare. Il perimetro comprende inoltre una prima valutazione delle opportunità di nuovi business o di M&A legate a questa agenda, oltre al coordinamento delle attività di lobbying e dei contributi degli interlocutori esterni, affinché siano coerenti con le esigenze dei progetti interni.
Quali sono le principali opportunità di apprendimento offerte dal ruolo?
L’opportunità di apprendimento più evidente riguarda la circolarità in un contesto industriale. La roadmap Lighter di BIC ha già coinvolto ricerca scientifica, sperimentazioni industriali, modelli di raccolta, opzioni di riciclo e smontaggio e test di modelli di business. Chi entra nel team può quindi conoscere l’intera filiera, anziché un singolo segmento, e capire come i requisiti di qualità e i vincoli di produzione determinino quali soluzioni circolari siano davvero praticabili.
Potrai inoltre approfondire la governance di programmi di trasformazione su larga scala: progettare l’architettura di un programma in un’organizzazione a matrice, preparare decisioni per interlocutori senior e gestire iniziative pluriennali con priorità concorrenti. Lavorare su categorie come Stationery, Shavers e Brushes ti permetterà di imparare ad adattare uno stesso modello a prodotti molto diversi, una competenza trasferibile a qualsiasi gruppo industriale.
Il ruolo offre anche la possibilità di lavorare in ambiti complementari che molti professionisti della sostenibilità non incontrano: creazione di valore e sviluppo dei modelli di business insieme alla funzione Finance, valutazione preliminare di nuove opportunità commerciali e coordinamento delle attività di lobbying e degli affari pubblici. Quanto alle metodologie, l’annuncio indica Lean, Six Sigma, PMP o PRINCE2 e strumenti PMO come MS Project, ServiceNow SPM o Power BI come competenze apprezzate: c’è quindi spazio per formalizzare le conoscenze già acquisite in questi ambiti. Non è necessario essere esperti di sostenibilità al momento dell’assunzione, il che suggerisce che una parte dell’apprendimento avverrà direttamente sul lavoro.
Qual è il profilo ideale in termini di esperienza e competenze?
L’annuncio indica circa 15 anni di esperienza nella gestione di progetti o programmi, nella trasformazione, nelle operations industriali, nell’eccellenza manifatturiera o nella gestione di portafogli. Più dell’etichetta conta il contesto in cui è maturata l’esperienza: ambienti industriali o produttivi, in cui ci si è confrontati direttamente con la realtà degli stabilimenti, i vincoli di qualità e i compromessi operativi. È considerata fondamentale anche l’esperienza in contesti internazionali complessi, con numerosi interlocutori e tempi lunghi.
Tra i requisiti tecnici e metodologici rientra una solida disciplina nella gestione dei progetti: progettazione della governance, pianificazione, gestione dei rischi, monitoraggio delle dipendenze, controllo del budget e preparazione delle decisioni. Serve un approccio pratico e attenzione ai dettagli, non un profilo limitato al coordinamento; occorre inoltre saper trasformare situazioni poco chiare in piani d’azione. L’annuncio specifica che non è necessario essere specialisti di sostenibilità, ma sono richiesti curiosità e un interesse autentico per lo sviluppo sostenibile e la circolarità. Costituiscono un vantaggio esperienze nel riciclo, nei materiali, nei prodotti a fine vita o nelle trasformazioni ESG.
A fare la differenza sono soprattutto le qualità personali. BIC descrive il profilo ideale come strutturato ma non burocratico, ambizioso ma pragmatico, capace di mettere in discussione le idee senza rinunciare alla collaborazione. L’annuncio sottolinea più volte la capacità di influenzare senza autorità diretta, lavorando con funzioni, categorie, stabilimenti e aree geografiche diverse, e di mantenere alto il coinvolgimento delle persone nel lungo periodo. Sono richieste la padronanza del francese e dell’inglese; il portoghese o lo spagnolo costituiscono un vantaggio. Le metodologie Lean, Six Sigma, PMP o PRINCE2 e strumenti come MS Project o Power BI sono apprezzati, ma non obbligatori.
Consigli per distinguersi e presentare una candidatura efficace
Punta sui programmi di trasformazione industriale, non sul lessico della sostenibilità. L’annuncio chiarisce che non è richiesta una figura specializzata esclusivamente in sostenibilità e che la competenza decisiva consiste nel strutturare trasformazioni industriali complesse. Nel CV, metti quindi in evidenza la portata dei programmi che hai gestito: numero di stabilimenti, funzioni e Paesi coinvolti, budget, durata della roadmap e ostacoli specifici che hai superato. Uno o due esempi di programmi portati dalla fase pilota alla diffusione su larga scala saranno più efficaci di un lungo elenco di metodologie.
Preparati a spiegare con esempi concreti come hai esercitato la tua influenza senza autorità formale: BIC riconosce che alcuni stakeholder potrebbero non essere inizialmente convinti dell’importanza del tema. In colloquio potrebbero chiederti come hai gestito le resistenze di uno stabilimento o di un team Finance o commerciale e quali azioni hai intrapreso, anziché limitarti a riferire il problema ai livelli superiori. Sarebbe particolarmente utile saper illustrare come hai riformulato un vincolo di sostenibilità in termini di costi, qualità o rapidità, perché il ruolo deve collegare il programma alle motivazioni delle diverse squadre.
Il ruolo parte dal piano di circolarità della categoria Lighter e si estende poi a Stationery, Shavers e Brushes: dimostrare di conoscere le differenze tra le categorie ti aiuterà a distinguerti. Prima di candidarti, leggi quanto pubblicato da BIC sul lavoro di circolarità di Lighter e sui suoi impegni in materia di sostenibilità. Preparati a spiegare perché il modello Lighter non può essere trasferito tal quale a Stationery, che comprende una gamma di prodotti molto più ampia. Non trascurare il requisito linguistico: servono sia il francese sia l’inglese, quindi indica chiaramente il tuo livello in entrambe le lingue.
Su quali aspetti della sostenibilità aziendale si concentrerà probabilmente questo ruolo?
Nel breve periodo, il focus è la circolarità nella categoria Lighter. BIC ha dedicato diversi anni alla ricerca, alle sperimentazioni industriali, ai modelli di raccolta, alle opzioni di riciclo e smontaggio e alla verifica dei modelli di business. Il ruolo contribuisce a passare dalla fase pilota a una diffusione più ampia. In concreto, ti occuperai di recupero dei materiali, gestione dei prodotti a fine vita, qualità e sostenibilità economica del modello circolare.
Il secondo ambito è l’estensione del modello. Stationery, Shavers e Brushes presentano ciascuna diverse sfide di fattibilità; Stationery, in particolare, comprende una gamma di prodotti molto più ampia e potrebbe richiedere un approccio selettivo e graduale. Il ruolo riguarda quindi la trasformazione industriale tanto quanto la strategia ambientale: quali prodotti possono essere raccolti, smontati o riciclati, quali vincoli esistono negli stabilimenti e dove il business case è sostenibile.
Governance e creazione di valore sono trasversali a entrambi gli ambiti. Poiché lavorerai con Finance su ipotesi, costi e benefici, la sostenibilità viene considerata in termini di modelli economicamente sostenibili e capaci di creare valore, non soltanto di impegni. La dimensione delle relazioni istituzionali e con gli stakeholder esterni è secondaria, ma lascia intuire un’esposizione al modo in cui il quadro normativo e le relazioni pubbliche influenzano le iniziative di BIC in materia di circolarità e nuovi modelli di business.
Quali sono le principali sfide che potrebbe affrontare chi ricopre questo ruolo?
La sfida più evidente è colmare il divario tra progetto pilota e diffusione su larga scala. Ciò che funziona in una sperimentazione controllata, una volta applicato, può scontrarsi con limiti di risorse, requisiti di qualità e vincoli industriali. L’annuncio lo riconosce esplicitamente: con l’espansione della roadmap, il ruolo dovrà anticipare rischi, carenze di risorse e ostacoli operativi. Chi ricopre questa posizione dedicherà molto tempo alla parte meno appariscente del lavoro, dove i risultati promettenti devono fare i conti con la realtà produttiva.
La seconda sfida è riuscire a coinvolgere gli altri. Il ruolo non ha autorità diretta sulle categorie, sugli stabilimenti, sulle affiliate e sulle funzioni che deve mobilitare; alcuni stakeholder, inoltre, potrebbero non essere affatto convinti dell’importanza del tema. Mantenere vivo il coinvolgimento per anni, tra priorità concorrenti e tempi lunghi, richiede tanta perseveranza e capacità di costruire relazioni quanto competenze di gestione dei programmi. Il mandato presenta anche una tensione strutturale: introdurre rigore e governance senza diventare, per usare le parole di BIC, la «polizia dei progetti».
Infine, ogni categoria richiede un approccio diverso. L’ampiezza della gamma Stationery potrebbe imporre di selezionare gli ambiti su cui intervenire, mentre Shavers e Brushes richiedono ciascuna un’analisi di fattibilità specifica. La sfida quotidiana consiste nel non semplificare eccessivamente, producendo al contempo roadmap chiare e concrete. Il compito è reso più complesso dal fatto che non si richiede una profonda esperienza in sostenibilità fin dall’inizio: occorre imparare rapidamente gli aspetti tecnici.
Come potrebbe svolgersi una giornata tipo in questa posizione?
Gran parte della giornata è dedicata alla gestione del programma e alla rimozione degli ostacoli: verificare i progressi rispetto alle tappe, aggiornare i registri di rischi e dipendenze, monitorare le voci di budget e preparare le decisioni da sottoporre agli organi di governance. A questo si alternano confronti con i responsabili dei flussi di lavoro su ricerca scientifica, raccolta, riciclo, smontaggio, integrazione nei processi produttivi o qualità. Spesso l’obiettivo è capire cosa sta bloccando un’attività e quali soluzioni siano possibili.
Le riunioni possono essere molto diverse tra loro. Alcune sono sessioni di governance strutturate con i rappresentanti delle categorie o delle funzioni; altre sono incontri operativi in cui aiuti un team a scomporre un problema complesso e a formulare una raccomandazione. Ci sono inoltre confronti regolari con Finance per verificare ipotesi e analisi costi-benefici, oltre a interventi occasionali sulla valutazione di nuove opportunità di business o sul coordinamento delle relazioni istituzionali, per mantenere allineati i contributi esterni e le priorità interne.
Il ritmo cambia a seconda della fase del programma. Nei primi mesi, il lavoro si concentra maggiormente sulla mappatura delle attività già previste nella roadmap Lighter, sull’individuazione degli stakeholder e sulla definizione della struttura di governance. In seguito, l’attenzione si sposta sulle roadmap per Stationery, Shavers e Brushes, con analisi più orientate al futuro e decisioni meno definite. In tutte le fasi, una parte consistente del lavoro consiste nel seguire e sollecitare le persone, perché i progressi dipendono da colleghi che non riportano direttamente a te.
Quali opportunità di crescita e sviluppo professionale offre questo ruolo?
Il ruolo è strettamente legato a una delle priorità strategiche di lungo periodo dichiarate da BIC, e questo tende a garantirgli visibilità. Strutturare il portafoglio di iniziative per lo sviluppo sostenibile e la circolarità e contribuire a trasformare i progetti pilota in modelli applicabili su larga scala significa trovarsi al centro di un percorso di trasformazione che coinvolge più categorie e aree geografiche. È un’esperienza che può aprire in futuro a ruoli più ampi nell’ambito della trasformazione, delle operations o della direzione generale, soprattutto in un gruppo industriale.
La crescita professionale deriva anche dall’ampiezza del perimetro. Collaborare con interlocutori scientifici, industriali, finanziari e commerciali permette di sviluppare un profilo trasversale, difficile da acquisire in una posizione più circoscritta alla sostenibilità. Il coinvolgimento secondario nella valutazione di nuovi business e nel coordinamento delle relazioni istituzionali aggiunge altre due dimensioni che potrebbero diventare aree di specializzazione.
Poiché l’annuncio considera metodologie come Lean, Six Sigma, PMP o PRINCE2 e gli strumenti PMO preferenziali, ma non obbligatori, è possibile conseguire o ampliare qualifiche professionali mentre si lavora. Inoltre, la durata pluriennale consente di costruire risultati documentabili su un unico programma, anziché accumulare incarichi brevi: un elemento utile per descrivere responsabilità e risultati nelle candidature future.
I principali stakeholder con cui potresti collaborare
I contatti più frequenti riguardano i flussi di lavoro del piano di circolarità Lighter e, in seguito, delle roadmap delle altre categorie: ricerca scientifica, raccolta, riciclo, smontaggio, recupero di valore, integrazione nella produzione e controllo qualità. Si tratta in parte di interlocutori tecnici e industriali, la cui collaborazione determina la fattibilità della roadmap e che spesso detengono le conoscenze operative necessarie al programma.
A questi si affiancano Finance e gli stakeholder aziendali, con cui il ruolo verifica ipotesi, costi, benefici e rischi, nonché i team delle categorie Stationery, Shavers e Brushes, responsabili delle roadmap adattate alle rispettive esigenze. Completano la rete interna le funzioni di supporto, gli stabilimenti, le affiliate e i team di trasformazione, distribuiti tra diverse funzioni e aree geografiche. Poiché il ruolo non dispone di autorità diretta, i rapporti con ciascuno si fondano sulla fiducia e su interessi condivisi, non sulla gerarchia.
I contatti esterni sono meno centrali, ma comunque presenti. L’annuncio menziona possibili attività di lobbying e coordinamento con stakeholder esterni, che coinvolgerebbero le relazioni istituzionali o altre parti esterne. Fa inoltre riferimento al collegamento tra competenze interne ed esterne: è quindi possibile che vi siano contatti con specialisti esterni o attività di benchmarking. La valutazione di nuove opportunità di business può offrire occasioni di confronto su singole opportunità, anche se l’integrazione è esplicitamente esclusa dal perimetro. Nel complesso, si tratta di una rete ampia e prevalentemente interna, in cui il ruolo fa da raccordo anziché da responsabile gerarchico.
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