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Responsable de Projet RSE - ESG

Patriarche. Augmented Architecture • Francia • Added on Oct 26, 2026
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In Patriarche, studio di architettura che progetta, realizza e gestisce progetti in più società e Paesi, ti occuperai del coordinamento ESG a livello di gruppo. Riportando alla Direzione, trasformerai gli orientamenti ESG dell’azienda in piani d’azione, seguirai l’avanzamento dei progetti e garantirai l’affidabilità dei relativi indicatori. Ti occuperai inoltre del monitoraggio normativo, dei dati extra-finanziari e del rapporto annuale di sostenibilità.

La sfida principale consiste nel rendere la sostenibilità comprensibile e applicabile all’interno di una grande organizzazione creativa e tecnica. Valutazioni, aspettative dei clienti e norme di rendicontazione in continua evoluzione coinvolgono tutte un gruppo di architettura: serve quindi qualcuno che traduca queste richieste in processi concretamente adottabili dai team di progettazione e ingegneria. Sarai tu a collegare le politiche alla pratica, anziché gestire un programma separato.

Il ruolo è adatto a chi ha già guidato dall’inizio alla fine un percorso di RSI o ESG, ha dimestichezza sia con i dati sia con la scrittura e sa coinvolgere colleghi che non riportano direttamente a lui o lei. La conoscenza dei settori delle costruzioni o dell’ingegneria è utile, ma contano soprattutto metodo e capacità di influenza.

FAQ del ruolo

Quali sono le principali missioni e responsabilità di questo ruolo?

Il ruolo fa capo alla Direzione del gruppo e prevede la strutturazione, il coordinamento e il monitoraggio dell’approccio ESG in tutte le realtà di Patriarche. Nella quotidianità, questo significa tradurre gli orientamenti generali in piani d’azione operativi, monitorare gli indicatori e offrire alla dirigenza un quadro chiaro della situazione. Una parte consistente del lavoro riguarda il monitoraggio normativo: seguire gli sviluppi in Francia e in Europa in materia ambientale, di responsabilità sociale e di governance, valutarne le implicazioni per il gruppo e formulare raccomandazioni. Tra le attività ricorrenti rientrano anche la raccolta e la verifica dei dati non finanziari, l’aggiornamento dei dashboard e la partecipazione alla redazione del rapporto annuale di sostenibilità. Per quanto riguarda i progetti, la persona coordina iniziative ESG trasversali in collaborazione con gli interlocutori interni, tenendo sotto controllo scadenze, risorse e risultati e individuando gli aspetti dei piani da rivedere. Poiché Patriarche comprende diverse entità e sedi, contribuisce inoltre a integrare i criteri ESG nelle attività e nei processi esistenti, anziché avviare un programma parallelo. La rendicontazione non è un’attività accessoria: è un elemento centrale del ruolo, che prevede la definizione e l’analisi degli indicatori e la redazione di report obbligatori e volontari. Infine, il ruolo richiede una forte capacità di coinvolgimento. Ci si aspetta che la persona promuova una dinamica collaborativa interna sui temi ESG, sensibilizzi e sostenga i colleghi nell’adozione dell’approccio e gestisca i rapporti con partner, clienti, organismi di valutazione ed enti certificatori. In sintesi, il ruolo unisce analisi, coordinamento di progetto, rendicontazione e animazione interna: ecco perché l’annuncio sottolinea l’autonomia e la capacità di coinvolgere profili diversi.

Principali opportunità di crescita professionale offerte dal ruolo

La prima opportunità di crescita riguarda il monitoraggio normativo. Seguire gli sviluppi in Francia e in Europa sui temi ambientali e della responsabilità sociale, valutarne le implicazioni e tradurli in raccomandazioni permette di sviluppare competenze strutturate e richieste in molti settori. Un secondo ambito è la gestione del ciclo di rendicontazione del gruppo, compreso il rapporto annuale di sostenibilità: si impara a definire, raccogliere e verificare i dati non finanziari e a presentarli, oltre a comprenderne la valutazione da parte di soggetti esterni come EcoVadis e dei clienti. La natura trasversale del ruolo consente inoltre di sviluppare competenze di coordinamento dei progetti in un’organizzazione con più entità, imparando ad allineare architetti, ingegneri, funzioni di supporto e dirigenti sulle scadenze condivise. La presenza internazionale di Patriarche, con sedi in diversi paesi, offre probabilmente l’occasione di conoscere contesti ESG locali differenti e di usare l’inglese in ambito professionale, anche se la lingua di lavoro resta principalmente il francese. Il ruolo permette anche di acquisire familiarità con le specifiche priorità di sostenibilità del settore delle costruzioni e dell’edilizia, dalle prestazioni energetiche ai materiali responsabili e all’uso degli edifici. Anche senza esperienza pregressa nel settore, chi proviene da un altro ambito può acquisire rapidamente queste conoscenze, perché l’impatto ambientale di ciò che uno studio di architettura progetta è direttamente legato alle sue attività. Nel complesso, queste esperienze aiutano a costruire un profilo adatto ad assumere in futuro responsabilità più ampie nella leadership ESG.

Qual è il profilo ideale del candidato (esperienza e competenze)?

L’annuncio richiede una laurea di livello Bac+5 in sviluppo sostenibile, CSR, ESG o QSE, oltre ad almeno cinque anni di esperienza nella gestione di programmi CSR o ESG e di progetti trasversali. Al di là del titolo di studio, conta soprattutto aver dimostrato di saper gestire un metodo: redigere piani d’azione, seguire scadenze e risultati e trasformare gli orientamenti ESG generali in passaggi concreti che i team possano attuare. Chi ha già gestito un ciclo di rendicontazione extra-finanziaria, dalla raccolta dei dati al consolidamento e alla pubblicazione, probabilmente possiede le competenze più vicine a quelle richieste dal ruolo. Per quanto riguarda gli strumenti, sono richieste dimestichezza con Excel e Power BI e familiarità con piattaforme collaborative come Teams e SharePoint. È apprezzata l’esperienza con framework e piattaforme ESG come EcoVadis o equivalenti: segno che il gruppo già risponde, o intende rispondere, a questionari di valutazione. Sono essenziali ottime capacità di redazione in francese e una conoscenza dell’inglese a livello professionale, probabilmente per collaborare con le sedi internazionali. Un percorso in architettura, ingegneria o edilizia costituisce un vantaggio, ma non è un requisito. Il profilo comportamentale è piuttosto chiaro: autonomia, rigore, organizzazione e capacità di coinvolgere interlocutori diversi. Quest’ultimo aspetto non va sottovalutato: in un grande studio, un ruolo trasversale si basa sull’influenza, non sull’autorità. Una persona capace di ascoltare, rispettare le scadenze e mantenere il coinvolgimento dei collaboratori sarà più adatta di un analista che preferisce lavorare da solo.

Consigli per distinguersi e presentare una candidatura efficace

Candidati con un CV e una lettera di presentazione in francese, indicando i framework ESG e gli standard di rendicontazione che hai effettivamente utilizzato, per esempio CSRD, ESRS, GRI o questionari simili a quelli di EcoVadis. Il ruolo prevede una forte componente di redazione e consolidamento, quindi la qualità del tuo francese scritto sarà valutata fin dal primo paragrafo. Se hai lavorato in architettura, ingegneria, edilizia o in un altro settore basato sui progetti, mettilo subito in evidenza: l’annuncio lo indica come un vantaggio e può distinguerti da chi ha un’esperienza concentrata esclusivamente sulle funzioni aziendali. Prima del colloquio, informati su come Patriarche presenta il proprio impatto e il suo modello di architettura aumentata. Prepara un esempio concreto di progetto ESG trasversale che hai seguito dalla fase diagnostica fino alla definizione degli indicatori e sii pronto a spiegare chi hai dovuto convincere e come hai misurato i progressi. La capacità di coinvolgere profili interni diversi è esplicitamente richiesta: raccontare come hai mobilitato persone che non dipendevano direttamente da te sarà particolarmente pertinente. Preparati a rispondere a domande su come raccogli e convalidi i dati non finanziari, dato che il consolidamento e la verifica di cifre provenienti da molte fonti interne sono aspetti centrali. Se hai utilizzato Excel o Power BI per monitorare i KPI, porta un esempio di dashboard con i dati riservati rimossi. Infine, illustra ciò che sai sulla normativa francese in materia di rendicontazione extra-finanziaria e sugli sviluppi europei previsti, dimostrando di seguire attivamente l’evoluzione delle norme.

Su quali aspetti della sostenibilità aziendale si concentrerà probabilmente questo ruolo?

L’attenzione si concentrerà innanzitutto sulla governance e sulle prestazioni ESG del gruppo. Sul fronte ambientale, per uno studio di architettura contano in particolare le scelte relative a energia, carbonio e risorse nella progettazione e nelle attività operative. A queste si affiancano temi sociali come condizioni di lavoro, benessere e inclusione, e aspetti di governance come etica e conformità normativa. L’enfasi dell’annuncio sul monitoraggio normativo suggerisce che una parte significativa del lavoro consisterà nell’allineare il gruppo ai requisiti francesi ed europei in continua evoluzione sulla rendicontazione non finanziaria. Misurazione e comunicazione dei risultati sono chiaramente prioritarie. Indicatori meglio strutturati, dati extra-finanziari affidabili e un rapporto annuale di sostenibilità indicano che Patriarche vuole rendere conto del proprio impatto in modo verificabile, sia ai fini della gestione interna sia nei confronti dei lettori esterni. Il riferimento a piattaforme di valutazione come EcoVadis o equivalenti rimanda alle verifiche richieste da clienti e gare d’appalto, comuni nei settori dell’architettura e delle costruzioni, dove le credenziali di sostenibilità influenzano sempre più spesso la selezione. Oltre alla conformità, il ruolo riguarda anche il modo in cui la sostenibilità entra nel lavoro quotidiano. Patriarche fonda il proprio modello su soluzioni responsabili e di lungo periodo, e integrare i criteri ESG nelle attività e nei processi è una missione esplicita. Questo potrebbe significare aiutare i team di progetto ad applicare criteri ambientali nelle scelte progettuali, coinvolgere i clienti nella definizione di obiettivi comuni e rendere la sostenibilità una componente visibile del posizionamento del gruppo. Il ruolo non riguarda un singolo progetto ecologico, ma l’impegno a rendere più responsabile l’intera organizzazione.

Quali sono le principali sfide che si potrebbero incontrare in questo ruolo?

La difficoltà principale deriva dalla natura trasversale del ruolo. Chi guida i progetti ESG raramente ha un’autorità diretta sui team da cui dipendono i dati e la collaborazione necessari, che si tratti di progettazione, attività operative o funzioni di supporto. Ottenere dai colleghi, già impegnati con le proprie scadenze, dati puntuali e di qualità utilizzabile richiede un lavoro costante; il riferimento dell’annuncio alla capacità di coinvolgere interlocutori diversi riflette proprio questa realtà. Pazienza e procedure chiare conteranno più dell’autorità formale. Una seconda sfida riguarda la maturità dei dati. In un grande gruppo di architettura e ingegneria, gli indicatori non finanziari sono spesso frammentati, a volte raccolti manualmente e non sempre coerenti tra le diverse entità e i paesi. Consolidarli e verificarli in vista della pubblicazione di un report richiede un lavoro ripetuto e un sano spirito critico. Le scadenze dei cicli di rendicontazione e dei questionari esterni non si adeguano ai calendari interni, quindi una parte importante del ruolo consiste nel gestire le tempistiche, tanto quanto nell’analizzare i dati. L’evoluzione normativa aggiunge un ulteriore elemento di incertezza. Le norme sulla rendicontazione extra-finanziaria stanno cambiando e un gruppo attivo in più giurisdizioni potrebbe dover rispettare requisiti sovrapposti. Il ruolo deve aiutare il gruppo ad anticipare questi cambiamenti senza sovraccaricare i team. Infine, c’è la questione della visibilità: il successo ESG è in parte collettivo e difficile da attribuire a una singola persona. Serve quindi sentirsi a proprio agio in un ruolo dai risultati condivisi, il cui valore emerge nel corso dei cicli di rendicontazione più che settimana dopo settimana.

Come potrebbe svolgersi una giornata tipo per chi ricopre questa posizione?

Una giornata tipo alterna analisi, coordinamento e comunicazione. La mattina è spesso dedicata ai dati: aggiornare le tabelle degli indicatori, verificare i numeri ricevuti dai diversi team o perfezionare una dashboard prima di presentarla alla Direzione. Poiché le scadenze di rendicontazione scandiscono gran parte del calendario, in alcuni periodi la raccolta e la verifica di ulteriori dati finanziari assorbono la maggior parte del tempo. Nelle giornate più tranquille, le stesse ore possono essere dedicate al monitoraggio normativo: si leggono gli aggiornamenti e si valuta se richiedano interventi. Le riunioni sono frequenti e di vario tipo. Può trattarsi di una sessione di lavoro con un team interno impegnato nell’attuazione di un’azione ESG, di un breve confronto con l’ufficio Finanza o Risorse umane per completare un dato, oppure di una verifica dei progressi di un progetto trasversale. Il ruolo è trasversale per sua natura: una parte consistente del tempo va quindi dedicata a seguire le persone coinvolte, anziché fare tutto in autonomia, e a rivedere i piani quando le scadenze slittano o cambiano le priorità. Oltre ai numeri, il ruolo ha anche una componente relazionale: sessioni di sensibilizzazione, presentazioni ai colleghi o alla dirigenza e confronti con partner esterni, valutatori o organismi di certificazione. Il ritmo varia in base al ciclo di rendicontazione, con fasi intense in prossimità della pubblicazione annuale e periodi più tranquilli dedicati alla strutturazione e al miglioramento. La varietà è la regola, non l’eccezione.

Quali sono le opportunità di crescita e sviluppo professionale offerte da questo ruolo?

È un ruolo di coordinamento con visibilità a livello di gruppo e riporto diretto all’alta direzione, che offre una visione chiara di come si gestisce uno studio internazionale di architettura. Tra i possibili passi successivi in Patriarche ci sono l’assunzione di responsabilità più ampie per l’intera strategia ESG, il passaggio a un ruolo dirigenziale in ambito qualità, sicurezza e ambiente oppure la guida, a livello di gruppo, di un ambito specifico come il carbonio, la governance o l’impatto sociale. La presenza del gruppo in più società e sedi permette inoltre di ampliare il proprio profilo grazie all’esposizione a contesti nazionali diversi da quello francese da cui si parte. Il ciclo di rendicontazione è di per sé un’occasione di crescita. Redigere un rapporto di sostenibilità sottoposto al vaglio di valutatori e revisori permette di acquisire competenze trasferibili in quasi ogni settore; gestire bene il primo ciclo spesso porta a occuparsi del secondo con responsabilità più ampie. Sul piano delle competenze trasversali, imparare a coordinare una rete distribuita di collaboratori interni prepara direttamente a un ruolo manageriale. Un aspetto da valutare è la dimensione dell’organizzazione. In un gruppo di queste dimensioni, le attività ESG affiancano quelle di qualità e prevenzione, perciò il ruolo potrebbe rimanere consultivo per un po’, anziché diventare operativo. Per chi desidera piena autonomia di budget sui progetti di sostenibilità, il percorso potrebbe essere più lento; chi invece apprezza la possibilità di influenzare l’intero gruppo e costruire metodi di lavoro troverà spazio per crescere.

I principali interlocutori con cui potresti collaborare

All’interno dell’organizzazione, l’interlocutore più frequente è la Direzione, a cui il ruolo fa riferimento: i confronti su priorità, decisioni e presentazione dei risultati sono quindi regolari. I contatti operativi sono distribuiti tra le diverse società e le varie discipline del gruppo: team di progettazione, ingegneri e personale di progetto, oltre alle funzioni di supporto come Finanza, Risorse umane e Comunicazione, che forniscono dati o attuano iniziative. Coordinare la rendicontazione significa anche confrontarsi sia con chi gestisce i numeri, sia con chi li racconta. All’esterno, l’annuncio cita partner, clienti, organismi di valutazione e certificatori. In pratica, questo può significare rispondere ai questionari dei clienti e ai requisiti di sostenibilità nei bandi, sempre più comuni nei settori dell’architettura e delle costruzioni, oltre a gestire le candidature su piattaforme come EcoVadis e rispondere a revisori o agenzie di rating. La comunicazione con questi interlocutori è perlopiù formale e basata su evidenze. Un terzo gruppo, meno visibile, è costituito dal personale nel suo complesso. Il ruolo comprende sessioni di sensibilizzazione, indicazioni su come integrare l’approccio RSI nel lavoro quotidiano e il coinvolgimento della comunità interna in generale. Queste interazioni sono meno strutturate e più orientate alla relazione. Nel tempo, la capacità di passare da un confronto puntuale sulla rendicontazione con un certificatore a una spiegazione chiara e accessibile per un team di progettazione sarà probabilmente determinante per l’efficacia della persona che ricopre il ruolo.

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