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title: "Global Senior ESG Manager – Engagement & Partnerships"
canonical: https://csrjobs.club/it/jobs/simon-kucher-global-senior-esg-manager-engagement-partnerships-hh4w
locale: it
description: "Simon-Kucher cerca un Global Senior ESG Manager – Engagement & Partnerships su CSR Jobs. Scopri questo ruolo interno dedicato alla sostenibilità e candidati oggi stesso."
updated: 2026-10-08
company: Simon-Kucher
country: Polonia
contract: Full time
seniority: Senior
missions: Employee engagement, Stakeholders engagement, ESG reporting, Strategic planning
job_type: ESG/Sustainability Reporting Manager, Sustainability Manager
posted: 2026-10-08
valid_through: 2026-12-08
apply: https://www.linkedin.com/jobs/view/4466212140
source: CSR Jobs
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# Global Senior ESG Manager – Engagement & Partnerships

Un ruolo ESG globale incentrato sulle relazioni: gestirai la rete internazionale degli ESG Captain di Simon-Kucher, sarai responsabile del portafoglio pro bono dell’azienda e progetterai programmi di coinvolgimento dei dipendenti — volontariato, donazioni e campagne d’impatto — che uniranno i colleghi di oltre 30 Paesi attorno a una missione sociale condivisa.

Simon-Kucher offre consulenza sulle strategie di crescita commerciale; la funzione ESG interna serve quindi a dimostrare che l’impatto dell’azienda va oltre la massimizzazione dei profitti. Questo ruolo fa da raccordo tra un’attività di consulenza commerciale e la legittimazione sociale necessaria per operare: partnership pro bono, impatto sociale misurabile e rendicontazione credibile sono gli strumenti per dimostrarlo.

È il ruolo ideale per chi ha già coordinato programmi ESG di coinvolgimento in più Paesi, sa gestire contemporaneamente partner non profit e volontari interni e desidera occuparsi di un ambito globale anziché limitato a un singolo mercato.

## FAQ del ruolo

### Quali sono le principali attività e responsabilità del ruolo?

Il fulcro del ruolo è **la responsabilità dell’agenda globale di coinvolgimento e partnership di Simon-Kucher**. Nel lavoro quotidiano, questo significa coordinare la rete internazionale degli ESG Captain, assicurarsi che le iniziative locali di volontariato, donazione e impatto sociale siano in linea con la strategia ESG complessiva dell’azienda e fungere da referente interno per i colleghi che desiderano avviare un progetto nel proprio Paese. Inoltre, gestirai il portafoglio globale di progetti pro bono: selezionerai i progetti, ne definirai la governance, curerai i rapporti con le organizzazioni partner e ti assicurerai che ogni collaborazione produca risultati misurabili.

Un secondo ambito riguarda la progettazione e la realizzazione delle iniziative. Creerai da zero progetti di coinvolgimento, come campagne di sensibilizzazione, attività di volontariato e appuntamenti di punta come l’annuale Impact Week, seguendone tutte le fasi: dall’ideazione alla pianificazione, dalle comunicazioni interne alla realizzazione. Lo **sviluppo delle partnership** è un elemento centrale: individuerai organizzazioni non profit, imprese sociali e fondazioni, negozierai le condizioni di collaborazione e coltiverai nel tempo i rapporti, affinché generino partecipazione continuativa anziché iniziative isolate.

Infine, ti occuperai di misurazione e rendicontazione. Definirai e monitorerai i KPI relativi al coinvolgimento e all’impatto sociale, e integrerai i dati dei programmi, le valutazioni d’impatto e le indicazioni degli stakeholder nel processo annuale di rendicontazione ESG. Nel lungo periodo, l’obiettivo è creare un ecosistema globale coeso, in cui l’energia locale e la strategia centrale si rafforzino a vicenda e l’azienda possa dimostrare in modo credibile il proprio impatto sociale, anziché limitarsi a descriverlo.

### Principali opportunità di apprendimento offerte dal ruolo

Il ruolo offre un’esperienza particolarmente ampia nella **gestione di programmi ESG globali**. Coordinare una rete di volontari e ESG Captain attiva in più Paesi ti insegnerà a gestire iniziative distribuite tra culture, normative del lavoro e livelli di maturità diversi: una competenza direttamente spendibile in funzioni di sostenibilità più ampie. Approfondirai inoltre i framework per l’impatto sociale, la governance delle attività pro bono e gli aspetti pratici della misurazione dei risultati delle iniziative di coinvolgimento, tra le sfide più complesse del lavoro ESG.

L’ambito delle partnership ti permetterà di maturare esperienza nella negoziazione, nella due diligence e nella gestione dei rapporti con organizzazioni non profit, fondazioni e imprese sociali. Poiché il ruolo contribuisce alla rendicontazione ESG annuale, acquisirai una visione diretta di come vengono raccolti, strutturati e comunicati i dati sociali: una base utile per orientarti in futuro verso attività di rendicontazione più ampie o legate alla CSRD.

Lavorare in una società di consulenza significa anche comprendere come un’azienda di servizi professionali ragiona in termini di valore, impatto sui clienti e logiche commerciali. Questa consapevolezza commerciale spesso distingue chi riesce a ottenere risorse per le iniziative ESG da chi non ci riesce. È probabile che potrai contare sul confronto con figure senior della leadership ESG e che avrai modo di sviluppare competenze nella misurazione dell’impatto e nelle strategie di coinvolgimento dei dipendenti, a una scala rara nei ruoli interni.

### Qual è il profilo ideale in termini di esperienza e competenze?

L’annuncio è esplicito: sono richiesti almeno **sei anni di esperienza in ambito ESG, sostenibilità, responsabilità d’impresa o impatto sociale**, con responsabilità operativa nella gestione di programmi, partnership o attività di rendicontazione; almeno tre di questi anni devono inoltre riguardare la gestione autonoma di iniziative globali o internazionali. È necessaria una laurea triennale o equivalente; è preferibile una laurea magistrale in sostenibilità, ESG, responsabilità d’impresa, politiche pubbliche o discipline affini. L’esperienza con organizzazioni non profit, fondazioni o imprese sociali è un requisito vero e proprio, non un semplice elemento preferenziale.

Al di là del curriculum, si cerca una persona capace di **portare avanti iniziative dall’ideazione alla realizzazione senza supervisione ravvicinata**. È fondamentale saper gestire gli stakeholder tra funzioni, Paesi e livelli gerarchici diversi: conta più dimostrare di saper influenzare persone che non riportano direttamente a te che avere un’autorità formale. Saranno valutate anche solide capacità organizzative, attenzione ai dettagli e un impegno autentico e dimostrabile per la sostenibilità: in questo ruolo la convinzione personale è parte del lavoro.

Contano anche le competenze pratiche: sono richieste competenze avanzate in PowerPoint ed Excel, il che fa pensare a un ruolo ricco di presentazioni, piani di programma e monitoraggio dei dati. È indispensabile un’ottima conoscenza scritta e orale dell’inglese. La conoscenza di altre lingue utili nei più di 30 Paesi in cui opera Simon-Kucher è un vantaggio, anche se non è indicata come requisito.

### Consigli per distinguersi e candidarsi con successo

Poiché Simon-Kucher è una **società di consulenza orientata alla crescita commerciale**, le candidature più efficaci presenteranno l’impatto sociale attraverso risultati e prove concrete, non in termini emotivi. Quando descrivi i tuoi programmi pro bono o di volontariato, quantificali: in quanti Paesi si sono svolti, quante persone hanno coinvolto, quali risultati misurabili hanno prodotto e quale budget o partner hai gestito. Il ruolo richiede sei anni di esperienza e tre anni di responsabilità su programmi globali: evidenzia chiaramente questi due requisiti nel CV, senza lasciare al recruiter il compito di dedurli.

Nella lettera di presentazione, fai riferimento agli aspetti specifici citati nell’annuncio: reti di ESG Captain, portafogli pro bono, misurazione dell’impatto e contributi alla rendicontazione annuale. Le dichiarazioni generiche sulla passione per la sostenibilità non ti faranno emergere. Racconta invece una partnership o un’iniziativa di coinvolgimento che hai ideato, spiegando come ne hai mantenuto l’allineamento tra Paesi e come ne hai dimostrato l’efficacia. Citare il metodo di misurazione utilizzato potrebbe fare presa in un’azienda che promuove decisioni basate su dati e prove.

Ai colloqui, aspettati domande sulla capacità di influenzare gli stakeholder e di lavorare in autonomia, poiché il ruolo fa capo a una funzione globale e collaborerà con team locali che non dipendono da esso. Prepara esempi di come hai convinto colleghi impegnati, senza competenze ESG, a partecipare alle iniziative. Vale inoltre la pena leggere i contenuti pubblicati da Simon-Kucher su purpose e cultura aziendale, così da collegare le tue risposte al modo in cui l’azienda si presenta al di là del profitto. Puoi anche citare Impact Week o iniziative simili per dimostrare di aver approfondito l’argomento.

### Su quali aspetti della sostenibilità aziendale si concentrerà probabilmente il ruolo?

L’attenzione è chiaramente rivolta alla **«S» di ESG**. La funzione interna di Simon-Kucher orienta il proprio lavoro verso obiettivi sociali e ambientali che vanno oltre la massimizzazione del profitto. Questo ruolo è responsabile dell’impatto sociale e delle iniziative di coinvolgimento: attività pro bono, volontariato, donazioni, partnership con organizzazioni non profit e programmi per le comunità. Le questioni ambientali potranno emergere attraverso iniziative promosse dai dipendenti, ma il fulcro è la cittadinanza d’impresa e il contributo sociale.

La dimensione della governance è meno evidente, ma concreta. Definendo i KPI relativi al coinvolgimento e all’impatto sociale e fornendo dati per il processo annuale di rendicontazione ESG, questa posizione contribuisce a trasformare la buona volontà in risultati verificabili e confrontabili. In una società di consulenza i cui clienti esaminano attentamente le dichiarazioni aziendali, misurare l’impatto sociale in modo credibile è probabilmente una priorità reputazionale: l’azienda non può permettersi affermazioni vaghe o non verificabili sul proprio contributo.

Il terzo pilastro è il coinvolgimento degli stakeholder. Il ruolo mette in contatto i team interni di oltre 30 Paesi con organizzazioni non profit, fondazioni e imprese sociali: l’approccio alla sostenibilità è quindi basato sulle relazioni, più che sugli aspetti tecnici. Il successo probabilmente consisterà nel creare una rete globale in cui le attività locali siano in linea con la strategia, le partnership siano gestite correttamente e l’azienda possa dimostrare con i dati che le proprie iniziative generano valore sociale concreto.

### Quali sono le principali sfide che potrebbe affrontare chi ricopre questo ruolo?

La sfida più evidente è **influenzare senza avere autorità formale**. Gli ESG Captain e i team locali non dipendono da questo ruolo, che ha tuttavia il compito di allineare le loro iniziative locali a una strategia globale. Servono capacità di persuasione e diplomazia, oltre alla flessibilità necessaria per gestire ritmi diversi nei vari mercati: alcuni Paesi avanzeranno rapidamente, altri richiederanno un coinvolgimento costante. Mantenere lo slancio senza poter contare su leve formali è una competenza a sé.

Una seconda difficoltà riguarda la misurazione. L’impatto sociale e il coinvolgimento dei dipendenti sono davvero difficili da quantificare in modo credibile, e questo ruolo è direttamente responsabile della definizione e del monitoraggio dei KPI. Il rischio concreto è fermarsi a misurare le attività — ore di volontariato, eventi organizzati — quando l’azienda ha bisogno di prove dei risultati. Trovare un equilibrio tra ambizione e ciò che è possibile misurare con onestà sarà probabilmente una sfida costante.

In terzo luogo, il ruolo si svolge in una società di consulenza commerciale, dove il lavoro fatturabile per i clienti è la priorità. Ottenere tempo, attenzione e budget dai colleghi per le attività pro bono e di coinvolgimento significa competere con priorità che generano ricavi. A questo si aggiunge la complessità di gestire partnership in molti Paesi e fusi orari: il lavoro richiede un’eccellente capacità di definire le priorità e la determinazione necessaria a mantenere vivi i programmi anche quando l’attenzione interna si sposta altrove.

### Come potrebbe svolgersi una giornata tipo per chi ricopre questa posizione?

Una giornata tipo probabilmente alterna coordinamento, cura delle relazioni e attività legate ai programmi. La mattina potrebbe essere dedicata a chiamate con gli ESG Captain o i referenti dei vari Paesi, in fusi orari diversi, per verificare i progressi delle iniziative locali di volontariato o donazione e rimuovere eventuali ostacoli. Ci sarebbero inoltre incontri periodici con partner esterni — organizzazioni non profit, fondazioni o imprese sociali — per discutere governance dei progetti, tempistiche e dati sull’impatto, oltre a riunioni interne con i team Comunicazione, HR o Finanza per allineare messaggi e budget.

Una parte consistente del lavoro consiste nella **progettazione e documentazione dei programmi**: preparare piani per campagne come Impact Week, creare presentazioni PowerPoint per gli incontri di coordinamento, aggiornare fogli Excel con KPI e dati di partecipazione e raccogliere contributi per il ciclo annuale di rendicontazione ESG. Data la portata globale del ruolo, è probabile che l’orario si estenda al mattino presto o alla sera per collaborare con colleghi di altre regioni.

Il lavoro è molto vario. In occasione di appuntamenti importanti come Impact Week o della stagione di rendicontazione, il ritmo si fa più intenso tra logistica degli eventi e consolidamento dei dati. Nei periodi più tranquilli, ci si concentra sullo sviluppo delle partnership, sul miglioramento dei sistemi di misurazione o sulla definizione di nuovi progetti ESG strategici. La gestione autonoma dei progetti permette di organizzare in gran parte il proprio ritmo: un aspetto ideale per chi sa prendere l’iniziativa, ma che richiede disciplina.

### Quali opportunità di crescita e sviluppo professionale offre questo ruolo?

Il percorso di crescita più naturale porta verso ruoli di **responsabilità globale in ambito ESG**. Dopo aver gestito a livello aziendale engagement, partnership e attività pro bono, il passo successivo potrebbe essere un ruolo più ampio di responsabile ESG o direttrice/direttore della sostenibilità, in Simon-Kucher man mano che la funzione si consolida, oppure in un’altra organizzazione. L’esperienza internazionale è un vero elemento distintivo sul CV: le grandi aziende cercano proprio professionisti capaci di gestire programmi in più Paesi.

C’è anche la possibilità di specializzarsi. La componente di misurazione e rendicontazione può evolvere in competenze nella valutazione dell’impatto sociale e nella disclosure ESG, ambiti che acquisiscono sempre più rilevanza normativa. In alternativa, il lavoro sulle partnership e sulle attività pro bono può aprire la strada a ruoli nella cittadinanza d’impresa, nella gestione di fondazioni o nelle relazioni esterne in ambito ESG. Poiché il dipartimento ESG è descritto come dinamico e in crescita, potrebbe esserci l’opportunità di avviare nuovi filoni di lavoro anziché subentrare in un incarico già definito.

Anche l’esposizione rappresenta un’occasione di crescita. Lavorare in oltre 30 Paesi con figure interne di alto livello e organizzazioni attive nell’impatto sociale permette di costruire rapidamente una rete di contatti e una reputazione. In un’azienda che valorizza iniziativa e spirito imprenditoriale, i risultati concreti ottenuti su un programma globale possono attirare l’attenzione ben oltre la funzione ESG e accelerare il passaggio a ruoli più senior o trasversali.

### I principali interlocutori con cui potresti collaborare

All’interno dell’azienda, le relazioni più strette saranno con il dipartimento ESG globale e i suoi responsabili, che definiscono la strategia e a cui il ruolo riporta. La **rete internazionale degli ESG Captain** è il gruppo di interlocutori operativi più importante: si tratta di colleghi nei diversi Paesi che gestiscono le iniziative locali e il cui contributo è essenziale per realizzarle. Sono previste interazioni frequenti con HR, Comunicazione interna, Finanza e gestione degli uffici, soprattutto per budget, campagne e partecipazione dei dipendenti.

Tra gli interlocutori esterni figurano organizzazioni non profit, imprese sociali, fondazioni e altri partner impegnati nell’impatto sociale, coinvolti nel portafoglio pro bono. Queste relazioni richiedono governance, negoziazione e cura costante: rappresenterai l’azienda e, allo stesso tempo, tutelerai l’integrità della partnership. I partner si aspetteranno indicazioni chiare sugli impegni, sulle tempistiche e sui criteri di valutazione dell’impatto.

Anche i dirigenti dell’azienda avranno un ruolo importante, perché i programmi ESG globali hanno bisogno di sostegno e visibilità. Probabilmente presenterai a figure executive progressi, dati sull’impatto e proposte, coordinandoti con i responsabili dei diversi Paesi, che potrebbero avere priorità differenti. Durante la stagione di rendicontazione collaborerai con i responsabili della disclosure ESG, fornendo dati sui programmi e informazioni raccolte dagli stakeholder. La rete di interlocutori spazierà quindi contemporaneamente dai livelli operativi a quelli strategici.

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Source: https://csrjobs.club/it/jobs/simon-kucher-global-senior-esg-manager-engagement-partnerships-hh4w
